Pucciosa

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Pucciosa s.f., agg. Come sost. è comune anche nelle varianti puccetta e pucciola.

Citazione
«E' imbarazzaaaaaaaante! *blush*»
(Karin Marker, troppe volte per contarle.)
Citazione
«Mamma, mamma, posso portarla a casa?»
(Bambino pacioccoso su <<pucciola>>)
Citazione
«Attento sergente, il nemico si fa insidioso»
(La AI dell'Arbalest t3m3 m0lt0 il suo comandante )

Significato

Una pucciola dall'aria apparentemente innocua e tenerella...
Una pucciola dall'aria apparentemente innocua e tenerella...

Sostantivo e aggettivo femminili, variamente declinabili e abbreviabili. Variazione nota, ma non facilmente collegabile è puccettosa, puccettina o puccina... che come ogni persona che è stata minimamente innamorata saprà, sono semplici abbreviazioni di puccet(os)ina. Usati per indicare le appartenenti alla folta schiera di protagoniste e comprimarie di anime, in specie quelli moderni, che incarnano con vari livelli di perfezione l'ideale del kawaii, ovvero quel concetto di "carineria" a cui in Giappone è tributato un culto che trascende il mero consumismo per diventare un vero e proprio tratto culturale. Come molte di queste definizioni soggette al gusto personale, spesso viene abusata per indicare ogni personaggio femminile che non ricade in altre categorie come quella delle gnocche o delle svociatine.

La pucciosa, legata al fenomeno moe, si presenta notoriamente come una dolce fanciullina dall'aria e dall'aspetto dolce quanto assolutamente indifeso. Generalmente parte del background degli anime studenteschi e di maghette, quindi molto giovane, se non direttamente ancora adolescente, ma con incursioni nel mondo adulto, vedi la professoressa Azusa Fuyutsuki in GTO, la pucciosa media è nota per la sua completa... naïvete.

La pucciosa media è perfettamente naïve, ingenua e pronta a spandere fiducia e sorrisi in una situazione in cui una fanciulla normale avrebbe deciso cautamente di scomparire o spargere ceffoni e sberle. Tipicamente innamorata costantemente di un solo bellino a cui decide di donare le sue affezioni nella vita, è notoriamente condannata a non riuscire mai a dichiarglisi, sia pur trovando il coraggio di soffocarlo di attenzioni tra un rossore ed una chiacchierata inconsulta.
Le pucciole sanno essere molto protettive del loro territorio...
Le pucciole sanno essere molto protettive del loro territorio...
Caratterstica che separa la pucciosa dalla svociatina o da altri personaggi, è generalmente l'uso di una parlantina particolarmente sciolta e punteggiata di complimentucci e parole buone per chiunque, tranne che per la sua rivale in amore, generalmente più determinata ed astuta, anche se meno affettuosa di lei, per la quale al massimo tirerà fuori insulti da far ridere un bambino dell'asilo nido.

Costantemente in pericolo, sia se majokko combattente che se semplice studentessina preda degli appositi maniaci scucipucciole, diramazione del fenomeno otaku; probabilmente la sua capacità di individuare e far innamorare a mossettine e chiacchiere il suo bellino fa parte dell'evoluzione spontanea della specie, come l'innata capacità di lasciarsi circondare quasi per caso da un gruppo di amici ed amiche fidate che, combattendo i primi per le sue attenzioni, e le seconde per cercare di infilarle un po' di buon senso in quella testolina piena di ovatta, contribuiscono a prendersi cura di lei in modo in cui neppure la sua mami sirenotta, generalmente la forma adulta della pucciosa, riesce a fare.

Ricordiamo anche delle Pucciole Letali, membri appartenenti al sesso femminile, di aspetto grazioso ma tutt'altro che ingenue, tra le quali Seras Victoria di Hellsing e C.C. di Code Geass.

Archetipo finora indiscusso della pucciosa anime è il colonnello Teletha Testarossa (Tessuccia per gli amici ^__^ ), che è stato dunque elevato a punto di paragone della scala di puccettosità su cui veine tarato il Tessuccimetro, espressa appunto in Tess.

Etimologia

Pucciosa deriva da pucci pucci, complimento colloquiale noto nella lingua italiana dalla notte dei tempi come epitome di tutto quello che ispira tenerezza in persone o animaletti di stoffa. Kawaii, a ben vedere, nasce infatti come la parola locale per pucci pucci, dove non è infrequente sentire una fanciulla esclamare kawaii desu ne ("Quanto è bellino!") di fronte ad un dono di una persona cara.

Altri (ovvero SK n.d.R.) utilizzano la variante Pucchosa: in questo caso il neologismo deriva da puchu, termine nipponico che significa "piccolo", spesso e sovente collimando col kawaii.

Voci correlate

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