Maison Ikkoku

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Maison Ikkoku


Maison Ikkoku, editato in Italia come Cara dolce Kyoko è una serie televisiva in 96 episodi, più un film-amarcord (Capitolo Finale) tranquillamente rimuovibile dal canon a causa del suo valore di semplice ricordo della passata serie, un orrifico film live che più che rendere omaggio ad una delle più belle e meno smielate storie di vita degli ultimi 30 anni rende omaggio alla morte ispirando nel soggetto la voglia di procedere al suicidio mediante visione di Mermaid Melody, Aquarion e Web Diver in una maratona-trenino alla presenza di Raffy raggiunge risultati di livello mediocre a causa delle scarse abilità degli attori e l'imperfetta corrispondenza con le vicende narrate. Erroneamente considerato da molti uno shojo, ovvero una storia d'amore per fanciulle lettrici, la sua serializzazione avvenuta su riviste "per fanciulli" (non nel senso di Playboy, Cose cadute dai camion, Tutte le mie infermiere, Operatrici Ecologiche e Sirenotte oggi, ma nel senso, appunto, di storie culturalmente percepite come poco smielate e più adatte al rude ometto d'azione nipponico che fa colazione con libri di cibernetica e mangia insalate di matematica prima di giocare su Marte coi suoi amici), e i temi trattati lo rendono più simile a un romanzo di formazione, nel quale il giovane lettore viene accostato a Yusaku Godai, uno studente universitario di estrazione sociale medio-bassa, e segue uno spaccato della sua vita dai tentativi di accedere ad un'Università in grado di assicurargli un futuro grossomodo decente fino al desiderio di costruirsi una famiglia e una vita, il tutto depurato da estremismi e fantasie otaku da datesim di terza tacca, incitati dall'incontro con Kyoko Otonashi, giovane vedova e recentemente diventata amministratrice della Maison Ikkoku, un villino-condominio in condizioni tutt'altro che perfette, ma unico alloggio che un "ronin" di scarsa estrazione sociale può permettersi.

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Trama


I personaggi

  • Yusaku Godai Il protagonista. Legato al numero 5 (Go in Giappone vuol dire questo), quindi residente all'Interno 5. È il protagonista, belloccio e caritatevole, ma senza grandi qualità, almeno all'inizio. Povero, sfaccendato, timido fino alla paralisi emotiva, fisicamente incapace di dire la sua su qualsiasi argomento, incline alla distrazione, non è intelligente nè eccezionale, ma almeno è una persona a modo. Perseguitato dalla Loon Squad, il Malefico Trio dei suoi vicini di casa, Godai ha più volte pensato di abbandonare, ancora una volta, tutto alle sue spalle e ricominciare altrove con maggior fortuna. L'incontro con Kyoko lo convince a darsi un'ultima occasione, consentendo al giovane sfortunato di sbocciare nell'adulto che avrebbe sempre potuto essere.
  • Kyoko Otonashi. Nata Kyoko Chigusa, è la vedova di Soichiro Otonashi. Ancora innamorata del suo defunto marito, tanto da avere un cane col suo stesso nome, e dal conservare gelosamente i ricordi di una vita, se pur breve, passata con l'unico uomo che crede di poter mai amare, Kyoko viene nominata all'inizio delle vicende nuova amministratrice della Maison Ikkoku in vece del defunto marito e dell'anziano suocero. Kyoko è dolce, buona, pura e compassionevole, ma per citare una delle sue coinquiline, anche testarda, lenta a capire e morbosamente gelosa. Durante i quattro anni necessari a Godai per laurearsi e cercare lavoro, Kyoko sviluppa per lui un'affetto che parte da un senso materno, prima di sfociare nella risposta all'amore dello studente, preoccupandosi del suo benessere, dandogli coraggio nei momenti peggiori della sua esistenza, ma anche rendendolo oggetto dei suoi momenti di gelosia ancor prima che del suo amore, il che rende le cose ancora più complicate. Kyoko tende ad essere una presenza costante e materna per tutti gli abitanti del condominio: la sua assenza basta per gettare il palazzo in condizioni critiche.
  • Yotsuya. Enigmatico membro del Malefico Trio. Tecnicamente ospite dell'interno 4, di fatto costantemente nella stanza 5 per rompere le scatole di Godai in metodi sempre nuovi e ignoti alla scienza, come ignoti sono il suo nome e il suo lavoro. Yotsuya prende il nome da un noto quartiere infestato dagli spettri... esattamente come lui infesta Godai, alternando qualche sporadico buon consiglio a sbronze colossali e tentativi di rendere impossibile al giovane studente concentrarsi abbastanza sui libri, e al giovane uomo concentrarsi sul resto. Rompiballe per vocazione, guardone per scelta, maniaco per divertimento, nessuno sa cosa faccia esattamente nella vita. A parte scavare buchi nei muri e infastidire il prossimo suo. Potrebbe esserci in lui molto più di ciò che si vede. Ma anche no.
  • Hanae Ichinose. Massaia della stanza 1, volto materno della Maison Ikkoku, tanto prodiga di consigli per la giovane Kyoko, quanto prodiga di sbronze, umiliazioni e fastidi per il giovane Yusaku Godai. Le due cose, naturalmente, non vanno d'accordo, dato che consigliare Kyoko e poi umiliare Godai sono due cose che si annullano l'una con l'altra, ma la tentazione per lei è forte. Solo l'alcol e il pettegolezzo sono più forti di questo istinto. Ed entrambe le cose sono da lei praticate in lunghi festini nella stanza di Godai, lasciando il marito, anziano impiegato senza prospettive, e il figlio, nella loro camera. Suo figlio, Kentaro, col tempo imparerà invece ad apprezzare Kyoko come l'unica persona sana di mente (e detentice di una graziosa cuginetta che gli interesserebbe anche...), e Godai come una persona grossomodo decente, anche se non poi così brillante.
  • Akemi Roppongi. Abitante della stanza 6, cameriera perennemente sbronza e in negligeè. Come suggerisce il suo cognome, preso da un quartiere a luci rosse, lavora in un bar, il Cha-Chamaru dove passa le notti ad accettare alcolici. E il resto della notte a tormentare Godai assieme ai suoi due migliori amici. Nei suoi pochi istanti di sobrietà, la sua lungimiranza sulle vicende però la rende un'osservatrice acuta e imparziale. Peccato che non sia mai sobria.
  • Shun Mitaka. Il Rivale per eccellenza. Tanto ricco quanto Godai è povero, bellissimo quanto Godai è solo belloccio, elegante e ben educato quanto Godai è privo di fascino, stile ed educazione formale, atletico ed abile negli sport, entra nella storia come il maestro di tennis di Kyoko, cerca di restarvi come corteggiatore della fanciulla
  • Kozue Nanao. Bellina, ma non esattamente bella. Non intelligente, ma dolce e premurosa. La tipica bambolina premurosa secondo la "buona società" nipponica che dopo un breve fidanzamento è destinata a evolvere nella tipica donnina di casa tutta sorriso e pantofole intenta a crescere i tuoi due o tre rampolli mentre tu torni dal lavoro. Godai l'ha frequentata al liceo, come una semplice cotta di poco tempo, e poi si è incamminato per il suo sentiero. E tra tutte le cose che tornano solitamente a morderti le chia**e, Kozue è una delle peggiori. Dolce e stralunata fino al limite dell'incapacità fisica, l'esistenza stessa di Kozue rende a Godai difficile inseguire il suo sogno di diventare una persona migliore con e per Kyoko, e di buttarsi alle spalle il suo passato. Anche perchè proprio gli manca il cuore di far sapere a Kozue che non c'è stato, e mai ci sarà, niente di importante tra loro due.
  • Soichiro Otonashi. Il defunto marito di Kyoko, nonchè origine del nome del cane di lei. Uno spirito pratico, marito affettuoso, professore amorevole... già da questo avrete capito che il Soichiro che ha catturato l'attenzione della giovane Kyoko Chigusa (futura vedova Otonashi) è esattamente l'immagine di tutto quello che Godai spera di essere nella vita, "da grande", e che sente di non essere ancora maturo per diventare. Anche se morto, non si limita ad "apparire" tramite il cane omonimo della coppia, ma è il fantasma nel salotto tra Kyoko e Godai, termine di paragone di ogni loro mossa.
Segue dibattito in sala IAC.

Dr. Tofu

Maison Ikkoku era già innovativo ai suoi tempi, ed in questi tempi di principesse sirene, kawamoriani e altri animali è un'opera che merita di essere recuperata. Maison Ikkoku è tutto quello che una semplice storia d'amore non sarà mai. E' uno spaccato di vita, non solo negli scenari che la Zietta ha basato sulla Tokyo dei suoi ricordi e della sua esperienza, ma anche nei problemi concreti. Per la prima e ultima volta abbiamo uno studente innamorato la cui preoccupazione non è spiare le mutandine della sua fidanzatina o cercare di tirarla contro qualche muro, ma semplicemente, come tutti noi persone autentiche (e non otaku) dietro il monitor, riuscire a tirar su un po' di moneta per offrirle un dolcetto dopo l'ultimo esame. Nonché riuscire a passare quell'esame in modo da arrivare indenni alla scuola di specializzazione, e magari riuscire anche a trovare un lavoro che non sia rispondere al telefono con un contratto a progetto ma abbastanza per pagarsi casa e garantire alla mogliettina il medesimo tenore di vita che aveva prima di accollarsi il matrimonio. Fino al momento del finale vediamo letteralmente Godai crescere, quasi gli vogliamo bene come un figlio, o il nostro migliore amico che prendiamo per il sedere al bar finché non dimostra di aver trovato una bella fanciulla che finalmente gli dia corda. Lo vediamo sbagliare, e assistiamo ai fraintendimenti, ai momenti di gelosia di una donna, Kyoko, che lungi dall'essere la pucciola tipica da anime moderno è una ragazza con tutti i punti di forza, i punti deboli e le incomprensioni di chiunque altro. Vediamo i nostri personaggi crescere e mutare, e la voce della saggezza passare di bocca di in bocca, a seconda della situazione. Ciò rende Maison Ikkoku un'opera degna di essere vista, almeno una volta nella vita.

Echo

La prima cosa che si può dire su MI è che si tratta di una delle poche commedie romantiche veramente "realistiche" della Zietta, anche se comunque sono presenti quelle classiche gag surreali che piegano dalle risate, nonchè il solito stuolo di personaggi strambi tipici all'autrice.


Curiosità

  • L'episodio 24 presenta come Opening ed Ending due canzoni del cantante irlandese Gilbert O'Sullivan, con Alone Again che appare anche nel 27 (l'altra è Get Down), a fini promozionali. A causa di problemi coi diritti non sono più state utilizzate, e rimosse da molte uscite in Home Video fuori dal Giappone.
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