Un regno incantato per Zelda

Da WikIAC.

(Redirect da Legend of Zelda)
Un Regno Incantato per Zelda

I titoli di testa originali della serie
Conosciuto anche come Legend of Zelda
Genere Fantasy
Format Serie televisiva episodica
Paese di origine America
Numero di stagioni Interrotta
Trasmissione
Formato Immagine Colore
Mandato in onda il 1989 in America, anni'90 Italia
Un regno incantato per Zelda


Citazione
«Excuse me, Princess!»
(Link almeno due volte ogni puntata)
Citazione
«Ecco la ragazza per me... completamente matta!»
(Link sul perchè ama Zelda)
Citazione
«Uffa! Inizia un'altra splendida giornata nel magico regno di Hyrule. Che mortorio! Una volta giravo il mondo, uccidevo mostri e dormivo sulla nuda terra. Una vita da eroe! E ora guarda qui! Vivo in un castello, dormo in un letto...proprio un bel damerino. Ci fosse almeno una buona ragione per rimanere qui! Ehi, d'accordo, una buona ragione in effetti c'è! Caspita, niente male principessa, specialmente da questa angolazione!! (Link spia Zelda in camicina da notte che emerge dal balcone stile Principessa Disney)»
«*uffi* *bronciott* *chifo* (la fatina appare con dei vestiti)»
«Ti sta bene! Te l'avevo detto di metterti la vestaglia!»
«*chifo*»
«Ecco, devo aver offeso sua altezza sdegnosa...»
(Link dimostra la sua sensibilità nei confronti di Zelda nei primi due minuti della serie)
Citazione
«Dobbiamo stare molto in guardia! Con noi ovviamente intendo... tu! *sisisi*»
(Zelda divide equamente le sue responsabilità con Link)
Citazione
«Che ti importa, è una snobbona! Perchè non ti dedichi a me invece?»
«Andiamo, tu sei alta solo sette centimetri!»
«Cos'è, ti piacciono le stangone?»
(Link e Spryte discutono di problemi tecnici...)

Legend of Zelda, editato in Italia come Un Regno Incantato per Zelda, è una serie promozionale in 13 episodi creata in America come serie promozionale per i primi due capitoli della fortunata saga videoludica "Legend of Zelda", nella fattispecie il secondo capitolo "Adventures of Link". Semplice racconto Fantasy senza pretese alcune, maciulla rilegge in chiave spesso ironica le vicende narrate nel menzionato videogioco, riprendone i personaggi e attori principali, come il giovane e valoroso zerbino avventuriero Link, l'affascinante e civetta saggia Principessa Zelda e il malvagio stregone Ganon.

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Trama


I personaggi

  • Link. Il Prescelto, vale a dire l'eroe di Hyrule. Detentore di diversi artefatti magici, come una bisaccia in grado di portare in poco spazio l'indispensabile scudo, una spada in grado di lanciare colpi di energia in grado di rispedire i malvagi servi di Ganon nella Giara malefica (omaggio alla capacità di Link in tutti i Legend of Zelda bidimensionali e alcuni in 3d, come Majora's Mask, di lanciare colpi energetici quando alla massima energia, ma anche modo conveniente di evitare la censura mostrando uno spadaccino affettare dei mostri), bombe, boomerang e un arco magico che il più delle volte finisce tra le manine di Zelda, è l'ultima linea di frontiera tra Ganon e Zelda stessa. Nonché detentore di un carico ormonale in grado di fargli sopportare gli strali di Zelda. Serio e coscienzioso in battaglia quanto pigro e zerbino nella sua vita, Link dimora in una specie di sgabuzzino assieme alla Triforza/Triangolo della Saggezza, tesoro di Zelda, una pila di panni sporchi che non saranno mai lavati, ed un inquietante ritratto a grandezza naturale della principessa appeso sul muro. Inquietante come i suoi costanti tentativi di aprirsi una via per il cu...ore della principessa, tentativi costantemente frustrati dalla capacità unica di Zelda di farsi avvicinare per poi partire a sberle o altre idee per raffreddargli l'entusiasmo per quei due o tre minuti necessari alla fuga.
  • Zelda. Coraggiosa e affascinante principessa di Hyrule, oggetto non sempre consenziente delle attenzioni di Link, Zelda, nonostante abbia momenti da gatta morta e nobildonna (quindi mononeuronale e un po' codarda e superstiziosa), sa essere una principessa saggia e avveduta, ma sa anche che Link è fisicamente incapace di negarle qualsiasi cosa. E ci marcia. Praticamente, immaginateli come Sandra e Raimondo Vianello da giovani. Detentrice della Triforza/Triangolo della Saggezza, ne trae consigli e conoscenza per il bene del suo popolo.
  • Ganon. Ribattezzato in italiano "Ghennon" è un... maiale parlante. Seriamente. Potente stregone inquinato dal suo stesso potere, ha l'aspetto di un cinghiale umanoide. Possessore della Triforza/Triangolo del Potere, Ganon desidera derubare Zelda della Triforza della Saggezza... e del suo regno. I suoi servi sono i mostri tipici della serie, dai Moblins agli Stalfos, prelevati da una giara di vetro contenente creature magiche
  • Il Re di Hyrule. Un vecchio visibilmente scosso dall'arteriosclerosi e i malanni dell'età, che ormai ha delegato a Zelda ogni funzione limitandosi a fare l'idiota in pubblico e consigliando Link sulla via più breve per conquistare la sua schizzinosa bambina ("Link, ragazzo mio! Che fai con quella liana?" "Cerco di intrufolarmi di notte e senza preavviso in camera da letto di sua figlia Zelda, mentre dorme, saltando dalla finestra!" "Sì, ma portale dei fiori! Alle donne piacciono gli uomini che le portano i fiori!!")
  • Fritzi (Spryte). Principessa delle Fate, non trova l'essere alta sette centimetri un ostacolo alla sua desiderata vita affettiva con Link. Amica, ma anche autonominatasi rivale di Zelda, è sempre lì a raccogliere i cocci dell'Ego di Link. Ribattezzata Fritzi per motivi misteriosi.
  • I Triangoli/Le Triforze. Triangoli luminosi e parlanti, rappresentano le forze del Potere e della Saggezza, e obbediscono ai loro proprietari secondo la loro indole
Segue dibattito in sala IAC.

Dr. Tofu

Legend of Zelda potrà sembrare un colossale insulto per chiunque abbia amato la saga, ma è geniale. Come ho ricordato in diversi messaggi su IAC, il modello contemporaneo fantasy per i bambini dell'epoca (si parla dell'89 in America, primissimi anni '90 in Italia) era l'Eric de La Sirenetta, esperto nell'arte di sbriciolare il cuoricino della pucciola sua a causa della sua gloriosa idiozia. Il vuoto quindi creato nei bambini dell'epoca, vuoto dato dal fatto che le bambine potevano benissimo immedesimarsi in Ariel, ma i bambini erano lasciati con l'idea "E crescendo dovrei diventare un coso buffo del genere?" venne facilmente riempito da Link. Ancora prima che Elio cantasse le avventure del Servo della Gleba, Link ce ne mostrava le virtù. Sboronava, combatteva mostri, e nonostante Zelda ignorasse i suoi goffi tentativi di sedurla Link continuava imperterrito, puntata dopo puntata, a divertirci e divertirsi con le sue eroiche gesta. Un Moroboshi della Terza Era, un fascio di ormoni con un buffo cappello, i fantasiosi tentativi di Link hanno senz'altro ispirato molti dei futuri "galli cedroni" che ora leggono questo articolo e ricorderanno con affetto geniali idee come scagliare dei mostri a molla contro Zelda per poi sequestrarla con comodo con la scusa di salvarla, come tutte le volte in cui effettivamente Link ha fatto l'impossibile per salvarle il sedere anche dopo il due di picche più pesante dell'universo. E, crescendo, magari alcuni di noi hanno anche capito perché nonostante tutto questo Link e Zelda fossero una delle coppie più affiatate apparse sul piccolo schermo.

Certo, i più accaniti lettori di Rat-Man riconosceranno nel piccolo, inquietante particolare di Link che vive con un ritratto a grandezza naturale di una fanciulla che non gliela darebbe mai neppure sotto tortura qualcosa dell'Aldo di Venerdì 12, noto zerbino inventato da Leo Ortolani, ma credo che per chiunque sia più facile riconoscersi in un felice e solare piacione eternamente sedotto da un bel faccino e un grazioso paio di tette piuttosto che in un individuo che dà corda a una pucciola visibilmente innamorata solo dopo presentazione del Codice Fiscale, della patente nautica o in alternativa di un documento di identità rilasciato da Aquaman o Namor e controfirmato dall'Uomo Squalo. Peraltro il Link della serie Animata, se molto diverso dal biondo e coraggioso eroe che i capitoli della saga dal III fino a Twilight Princess e Crossbow Training ci presentano, con la sua stanza-sgabuzzino infestato da mutandoni a pallini così luridi da consentire a Zelda di soffocarci dentro un Moblin, con la sua abitudine di buttarsi su Zelda come un'octorok (vedi "polipone") appena uscito dal lago e la sua capacità di continuare a provarci nonostante la scopa in cu*o, nonostante le scuse più assurde della sua bella, e il correre al primo comando quando invece è Zelda che ha le sue brave voglie, è indubitabilmente l'antesignano del Servo della gleba teorizzato da Elio e le Storie Tese in tempi molto più recenti. Una maschera dei nostri tempi, di cui ridere insieme e che ci ricorda come tutti noi abbiamo rischiato una volta nella vita di finire con l'occhio spento e il viso di cemento, con una Zelda a fare da piccione e noi da monumento.

Naturalmente, l'insegnamento per le fanciulle all'ascolto sul wiki è che il mondo è pieno di Link che sarebbero anche brave persone, se non fosse che i loro ormoni trasformano rapidamente il bel cavaliere senza macchia e senza paura che ti sei portata a casina con tutte le migliori intenzioni in un coso buffo che passa le sue giornate salvando altre principesse (o in tempi moderni guardando altri sederini), ruminando davanti alla TV in occasione di Holly e Benji o del torneo di Mario Kart con gli amici (vedi "combattere draghi") e con livelli ormonali così alti che potresti spremerlo e farci del Viagra.

Purtroppo il doppiaggio della serie è penoso: l'introduzione segata via per rimpiazzarla con una delle più brutte canzoni di Cristina D'Avena, completamente fuori tono, personaggi e situazioni che cambiano nomi, come la menzionata "Triforza" che misteriosamente diventa "Triangolo", "Ganon" che diventa "Ghennon" solamente perché nel primo Legend of Zelda errori di traslitterazione nelle versioni EU ed US avevano portato Ganon/Ganondorf a chiamarsi "Gannon", Hyrule pronunciato all'inglese e amenità del genere, inesplicabilmente battute prive di ogni carica sessuale, o altro adatto alla censura sono state cancellate per rendere il linguaggio di Zelda più stucchevolmente forbito. Esempio proprio nella prima puntata, quando un "E non fischiarmi più dietro, Link!" "Dopo questo schiaffone non fischierò mai più. Punto. *ahio" diventa un "E risparmati apprezzamenti salaci, maleducato!" "Anche volendo con una guancia così non potrei..."

Non che la serie già di suo non sia priva di problemi... se i nomi sono pronunciati un briciolo meglio, ma neppure troppo, in lingua inglese, come si evince dalla Gallery non c'è un singolo frame in cui i personaggi siano uguali a quello di prima, il tratto fa sembrare i corti tappabuchi per bambini dei capolavori di arte figurativa e le trame sono degne del migliore film di Neri Parenti. Ma in fondo, la serie piace anche per questo, per l'infinito pozzo di trash volutamente senza pretese che essa evoca e scoperchia. Senza le pretese di capolavoro che affliggono ca**abubbole moderne come Aquarion e Mermaid Melody.

Per come la vedo io, questo prodotto è adatto per sprecare un quarto d'ora al giorno, ricordando quella parte di Link che esiste in ognuno di noi, e quella parte di Zelda che esiste in ognuna delle dolci fanciulle che allietano la nostra esistenza, e che ci aiuta a trovare il coraggio, quando lei ti tiene il broncio per essere arrivato con due minuti di ritardo nonostante le sue indicazioni sul "posticino nuovo che ho appena visto" fossero chiare come una pagina del Necrowombicon proibito, di rispondere con "Ma scusami, principessa" e implorare il suo perdono nonostante la tua innocenza. In fondo, come Link, non saremmo in grado di amare qualcuno perfettamente razionale e superpartes. Una ragazza perfetta non si innamorerebbe di piacioni come noi. E, in fondo, come Zelda l'importante è scavare, a volte molto a fondo, e trovare l'eroe nascosto tra il mandrillo e lo scemo.

Curiosità

  • Link si scusa ventinove volte con Zelda in 13 episodi da 15 minuti. Considerandoli come "Tempo Reale", Link praticamente chiede perdono a Zelda per colpe esistenti a volte solo nel neuroncino della pupazzotta ogni sei minuti e mezzo, per una quota di 2,23 scuse per episodio, compresa la sigla originale.
  • La serie è stata cancellata dopo 13 episodi a causa del basso gradimento della serie stessa e del fumetto Valiant, che non sono stati in grado di catturare lo spirito della Saga di Legend of Zelda (tra l'altro, "Adventures of Link" è sempre stato considerato la pecora nera della serie). Link e Zelda, con un charades aggiornato, sono stati trapiantati nelle avventure di Capitan N, il maestro dei giochi, dove finalmente Zelda ha acconsentito a baciare Link senza scuse o interruzioni
  • Nonostante l'esclusione brutale dal canon, alcuni elementi della trama, come il rapporto affettivo tra Zelda e Link, sono filtrati nella saga, influenzando il comportamento delle incarnazioni successive del rampollo di Hyrule e della sua principessa
  • Le BGM e gli effetti speciali usati per la serie sono in realtà le medesime BGM e gli effetti speciali adoperati in "Zelda II:Adventures of Link" e "The Legend of Zelda", con minimi adattamenti, nonostante siano disponibili riarrangiamenti orchestrali fanmade dalla profondità e dalla resa audio di gran lunga superiore. Anche il Charades è pesantemente influenzato dagli sprite e dalla graphic art rilasciata coi due videogiochi per NES, rappresentando così un Link bruno e con una cotta di pelle anzichè la tunica verde Kokiri che i giocatori odierni sono abituati a conoscere, e con un semplice scudo templare anziché lo scudo Hylian, e una Zelda molto più "casual-chic" della principessa dei capitlo successivi della saga. Ciò nonostante il chara è stato privato di molti dettagli per rientrare nel target e nei costi previsti: versioni più dettagliate di Link e Zelda ritornano in Capitan N.


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Immagini

Per un confronto, metteremo qui a paragone le versioni del cartone animato con le versioni "aggiornate" di Captain N the Gamemaster, e le versioni videoludiche "attuali".

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