La Malinconia di Haruhi Suzumiya (romanzo)/Capitolo 2

Da WikIAC.

A giudicare dai risultati, la mia premonizione si era avverata.

Dopo le lezioni, Haruhi non scomparve come al solito. Invece, mi prese per mano di forza e mi trascinò fuori dalla classe, per i corridoi, su per una serie di scale e infine frenò di botto davanti alla porta di accesso al tetto.

La porta era generalmente chiusa, con il club d'Arte che aveva occupato le scalinate sopra il quarto piano trasformandole in magazzini. C'erano tele enormi, cornici mezze rotte, statuine di dei della guerra dal naso rotto tutte ammassate sulla piccola scala, riducendo ancora di più uno spazio già piccolo.


Che cavolo vuole fare qui con me?

"Mi serve il tuo aiuto", disse Haruhi tirandomi dal cravattino. Lo sguardo fisso sul mio mento la faceva sembrare una minaccia.

"Aiutarti per cosa?", dissi facendo il finto tonto.

"A fare il nuovo club!"

"OK, allora, dimmi: perchè ti dovrei aiutare a realizzare questa tua folle idea?"

"Perchè ho bisogno di trovare una sala per il club, e dei membri, e poi anche di preparare tutti i documenti di cui la scuola ha bisogno."

Non mi ascoltava. Mi liberai dalla sua presa.

"Ma che razza di club vuoi fare?"

"Non importa! L'importante è farlo ora."

Dubito che la scuola avrebbe permesso un club senza sapere che attività avrebbe svolto.

"Ascolta! Dopo la scuola, oggi, devi uscire e scoprire che bisogna fare, e io cerco una stanza. OK?"

'No!', avrei voluto dire, ma ero certo che sarei finito ucciso se l'avessi fatto. Mentre cercavo una risposta, Haruhi si era già voltata e stava scendendo le scale, lasciando il sottoscritto tutto solo in cima alla scalinata impolverata.

"...non ho nemmeno detto di sì..."

Sigh, parlare a una statua è inutile, si sa. Trascinai i piedi, sperando di trovare un modo di spiegare tutto ai compagni di classe curiosi.


I requisiti per un club:

Cinque o più membri.

Un prof che faccia da sponsor. Un nome. Uno studente responsabile del club. E l'elenco delle attività; tutti questi sono obbligatori.

Poi serve l'approvazione del Comitato Esecutivo del Consiglio Studentesco.

Le attività devono essere creative e vivaci, coerenti con la filosofia della scuola. A seconda dei risultati e dei resoconti delle attività il Comitato Esecutivo potrebbe promuovere l'associazione e farla diventare un "gruppo di studio". Tutte le spese sono a carico dei membri e non della scuola.


Non dovetti cercare i requisiti a lungo. Erano tutti scritti sul retro del manuale degli studenti. La storia dei membri non è un problema, posso prendere chiunque per fare numero. Un prof che faccia lo sponsor, beh, è più difficile ma posso trovarlo. Il nome può essere qualsiasi cosa, meglio se inoffensiva. E il responsabile del club? Ovviamente Haruhi.

Scommetto che però le attività che Haruhi ha in mente non saranno assolutamente considerabili "vivaci e creative".

Ma alla fine non credo che ad Haruhi importino le regole più di tanto.


Dopo l'ultimo squillo della campanella, Haruhi pensò bene di far sfoggio della sua orribile forza bruta acchiappando la manica della mia uniforme e tirandomi via dalla classe come una rapitrice professionista. Mi ci volle uno sforzo colossale per acchiappare al volo la cartella prima di essere sbalzato fuori dall'aula.

"Dove stiamo andando?"

Gliel'ho chiesto perchè, beh, sono una persona normale dopotutto.

"Alla stanza del nostro club", tagliò corto Haruhi mentre falciava quelli che davanti a noi erano lenti a spostarsi. Non parlò più. Ma mi vuoi lasciar andare la mano almeno, per favore?

Passammo il corridoio del primo piano, cambiammo edificio e corremmo su per una rampa di scale. Haruhi si fermò a metà di un corridoio scuro. Ovviamente questo fermò pure me.

Davanti a una porta.

"Club di Letteratura", diceva l'insegna mezza rotta sulla porta.

"Ecco qui!"

Senza nemmeno bussare Haruhi aprì di colpo la porta ed entrò. Ovviamente la seguii.

L'aula era molto larga, o forse era solo un'impressione dovuta al fatto che vi era solo un tavolo rettangolare, qualche sedia di metallo e uno scaffale. L'edificio doveva essere molto vecchio, come testimoniavano le crepe su soffitto e pareti.

C'era una ragazza che pareva far parte dell'arredamento della stanza. Sedeva sola su una sedia di metallo e leggeva un libro hardcover [1]

molto spesso.

"D'ora in avanti questa sarà la sede del nostro club!", disse Haruhi allargando le braccia. Le splendeva sul volto un sorriso energico. 'Se solo lo mostrassi pure in classe...', pensai senza osare dirlo ad alta voce.

"Aspetta un attimo... ma che posto è questo?"

"È l'edificio dei club delle arti e della cultura. C'è una sezione per il club d'arte, una sala da musica per l'orchestra scolastica. Tutti i club che non hanno sede fissa fanno attività qui, nel vecchio complesso scolastico. E questa è l'aula del club di Letteratura."

"E il club di Letteratura ora come fa?"

"Il club è praticamente sciolto da quando tutti quelli del terzo anno se ne sono andati dopo il diploma. E non hanno membri nuovi, a parte lei che è l'unica del primo anno che si è unita a loro."

"Ma allora non è sciolto!"

"No ma quasi! Un club con un solo membro è come se non ne avesse nessuno!"

Scema! Stai cercando di rubare la sala ad un altro club?

Diedi uno sguardo all'ultima superstite del club. Aveva gli occhiali e i capelli corti. Haruhi urlava ma lei non alzò la testa nemmeno una volta. Sembrava completamente ferma, eccetto quando girava le pagine, e ci ignorava. Era una tipa strana pure lei, a quanto pare! Chiesi a bassa voce ad Haruhi: "E lei, allora?"

"Ha detto che non le importa!"

"Davvero?"

"Gliel'ho chiesto a pranzo se poteva prestarmi la sala del club, e lei ha detto OK a patto che la lasciamo leggere in pace. Ehi, mò che mi ci fai pensare, è una ragazza strana."

Da che pulpito!

Guardai la ragazza del club un pò meglio. Aveva la pelle molto chiara e un volto privo di espressione. Le dita si muovevano ritmicamente, come se fosse stata un robot. Gli occhiali erano grandi, tanto da dare l'impressione che togliendoli si sarebbe stati in grado di guardarla meglio in faccia. Dava l'impressione di una marionetta. Una tipa strana, misteriosa e senza espressione!

Forse notando la mia intrusione, la ragazza alzò di scatto la testa e si sistemò gli occhiali sul naso. Vidi gli occhi scuri che mi guardavano da sotto le lenti; nemmeno da essi si scorgeva l'ombra di un'espressione, come dalle labbra. Era diversa da Haruhi – aveva una di quelle facce che non lasciano trasparire nessuna emozione.

"Sono Yuki Nagato."

Se si presentava a tutti con quel tono, il suo era uno di quei nomi destinati a essere dimenticato entro tre secondi dalla presentazione. Yuki mi guardò per un momento; poi, come priva di interesse, ritornò a leggere il libro.

"Dì, Nagato-san", chiesi, "questa ragazza vorrebbe usare la sala del tuo club per un suo club che ancora non ha un nome. Ti va bene?"

"Sì", disse senza spostare gli occhi dal libro.

"Ma potrebbe combinare dei guai."

"Non importa."

"Nemmeno se ti espellono?"

"Fate pure come a casa vostra". Nonostante la risposta pronta sul volto non c'era espressione. Sembrava che non gli importasse affatto.

"OK, è deciso!" interruppe Haruhi. Aveva un'energia straordinaria, ed ebbi una brutta sensazione. "D'ora in poi, dopo le lezioni faremo qui delle riunioni! E ricordati di venire! Sappi che se non vieni sei morto!", e lo disse con un sorriso bello come tanti petali di ciliegio in fiore. Annuii riluttante.

Non voglio morire!


Ora avevamo una sala ma c'era un sacco di burocrazia ancora da sbrigare. Non avevamo un nome nè un elenco di attività. Chiesi ad Haruhi di sistemare queste cose, ma lei aveva altre idee.

"Decideremo tutto più tardi!", dichiarò gridando. "Ora la cosa importante è reclutare membri. Ce ne servono altri due."

Ah, allora hai ficcato in questo disastro pure la ragazza del club di Letteratura? Hai trattato Yuki Nagato alla stregua di un accessorio, non è vero?

"Non preoccuparti, presto avremo dei membri; ho già qualcuno in mente."

Non preoccuparti?!? Solo sentirtelo dire mi fa preoccupare!


Il giorno successivo, dopo la scuola, mi trascinai riluttante verso la sala dopo aver rifiutato l'offerta di Taniguchi e Kunikida di tornare a casa con l'oro.

Haruhi aveva detto solo "ci vediamo là!" ed era schizzata fuori con uno sprint che quelli del club di Atletica faticherebbero a trovare. Era così svelta da farmi credere che avesse nascosto un motore nelle scarpe. Forse era perchè voleva sbrigarsi a trovare nuovi membri del club... o magari era eccitata alla prospettiva di aver fatto un passo avanti verso la possibilità di avere un primo contatto con una specie aliena? Dovetti trascinare me e la cartella fino alla sala del club di Letteratura.


Yuki Nagato era già nella stanza quando entrai, seduta nella stessa identica posizione precedente a leggere. Mi avvicinai pian piano, ma come ieri era tanto intenta a leggere da ignorare la mia presenza. Magari nel club di Letteratura si faceva solo lettura? Chissà perchè legge tutto il tempo.

L'aula era silenziosa.

"... ...che leggi?", chiesi, cercando di rompere il ghiaccio. Yuki Nagato rispose sollevando il libro e mostrando la copertina. C'erano un mucchio di grosse parole straniere; sembrava un romanzo di fantascienza [2] .

"Interessante?"

Yuki Nagato si sistemò gli occhiali mentre replicava con un tono vuoto: "Unico".

A quanto pare aveva una risposta per ogni domanda.

"Quale parte?"

"Tutto."

"Ti piace leggere allora?"

"Molto."

"Capisco..."

"..."

Di nuovo silenzio.

'Posso tornarmene a casa ora?', pensai, mettendo lo zaino sul banco. Stavo per sedermi quando la porta si aprì sbattendo, come se le avessero tirato un calcio.

"Scusate il ritardo! Mi ci è voluto un pò per raccattare questa tipetta!", disse Haruhi entrando e salutandoci con la mano. L'altra mano, invece, teneva il polso di un'altra persona — l'hai rapita?!? E Haruhi, entrando, per qualche motivo chiuse la porta a chiave. Clic! A quel suono, l'altra piccina ragazza ebbe un brivido.

Wow, cavolo se è carina! Dev'essere il "candidato prescelto" di Haruhi.

"C... che fai?", disse, ormai quasi in lacrime. "Che posto è... è questo? Perchè mi hai portato qui? Pe... perchè chiudi la porta? Che vuoi da me?"

"Zitta!", ruggì Haruhi con una forza tale da zittire la poverina.

"Faccio le presentazioni! Questa è Mikuru Asahina-chan". Dopodichè, Haruhi smise di parlare. A quanto pare è stata una presentazione molto breve.

La classe fu di nuovo avvolta dal silenzio. Haruhi aveva una faccia del tipo "felice per un lavoro ben fatto", Yuki Nagato era alle prese col suo libro senza reagire, e Mikuru Asahina era orrendamente impaurita. Dato che nessuno parlava, ruppi il silenzio.

"Da dove l'hai rapita?"

"Non è un rapimento! È solo che ho dovuto costringerla a venire."

Ma è la stessa cosa!

"Era lì a sognare ad occhi aperti nell'aula delle seconde, quindi l'ho presa là. L'avevo già vista perchè esploro la scuola durante l'intervallo."

Ah, ecco che facevi durante gli intervalli, quando sparivi dall'aula! No, aspetta, non è il momento per questo.

"Ma è una nostra sempai!"

"E allora?"

La guardai scioccato. Oh cielo, questa non sa proprio che sta facendo!

"Beh, allora... dimmi, perchè hai bisogno di, er, Asahina-sempai, giusto?"

"Per questo!" disse puntandole un dito a un millimetro dal naso, facendola sobbalzare indietro.

"Non è carina?"

'Suoni proprio come un rapitore maniaco e pericoloso!', pensai.

"I personaggi moe sono importanti!", continuò.

"...scusa? Che hai detto?"

"Moe! Quel fattore che eccita la gente! Hai presente nelle storie di detective, dove c'e' sempre quel personaggio appassionante che finisce per fare tenerezza a tutti?"

Osservai Mikuru Asahina: era piccina, con un faccino che la faceva sembrare una bimba delle elementari. Aveva capelli appena appena riccioluti, che gli arrivavano dietro la schiena. Aveva occhi grandi da cucciola, che dicevano "ti prego, proteggimi". La boccuccia aperta rivelava dentini bianchi, una combinazione perfetta col bel faccino. Se qualcuno le desse una bacchetta magica, sarebbe diventata una perfetta fatina... aaaargh, ma che sto pensando?!

"E non è tutto!", sorrise Haruhi, e acchiappò Mikuru Asahina da dietro con le mani.

"Kyaaaaah!", urlò immediatamente, ma Haruhi non fu scoraggiata e le afferò i seni attraverso l'uniforme da scolaretta.

"Aaaaa!"

"È così piccola ma ha già tette più grandi delle mie! Faccia carina più tette grandi vuol dire maggior fattore appassionante!"

Oh cielo! Mo' svengo.

"Ehi, son proprio grosse!"

Haruhi ficcò le mani dentro l'uniforme e iniziò a palpare. E fermati pervertita!

"Oh cielo come mi fa arrabbiare! Non solo è carina ma ha anche le tette più grandi delle mie!"

"A... aiuto!!!", disse Asahina diventando rossa. Cercò di districarsi ma la sua assalitrice era molto più forte di lei. Quando le mani di Haruhi si mossero verso la gonna, mi mossi e tirai via quella pervertita da Asahina.

"Che cavolo fai?!"

"Ma sono grosse davvero! È vero! Provaci tu se non ci credi!"

Asahina fece un debole sospiro.

"No grazie", dissi, e non potei dire altro.

Durante il baccano, Nagato Yuki era rimasta a leggere, senza mai alzare nemmeno la testa. Ma che ha questa ragazza.

Mi venne un pensiero.

"Fammi capire... hai portato Asahina-sempai qui solo perchè è carina e ha il seno grande?"

"Ma ovvio che sì!"

Oh Dio, che idiota che sei!

"Abbiamo bisogno di una mascotte come lei!"

Bisogno col cavolo! Chi l'avrebbe prescritto, eh?

Asahina si sistemò l'uniforme rovinata e alzò la testa guardandomi. Oh cielo, non guardarmi che già questa è una situazione imbarazzante.

"Mikuru-chan", chiese Haruhi, "sei già in altri club?"

"S-s-sì, in quello di calligrafia..."

"Allora mollalo! Altrimenti non riuscirai a partecipare alle attività del mio club!"

Haruhi! Non stai esagerando con l'egoismo?

Asahina aveva l'espressione che hanno le vittime nelle storie di detective, con gli occhi che mi imploravano di salvarla. E poi è come se improvvisamente avesse notato Yuki Nagato. I suoi occhi divennero esitanti. Un momento dopo, sospirò:

"Capisco... ho capito."

Capito che cosa?

"Lascio il club di calligrafia ed entro nel tuo", disse con tono tristissimo, "ma non ho idea di che cosa faccia il club di Letteratura".

"Non siamo il club di Letteratura", disse Haruhi.

Vedendo Asahina incuriosita, mi intrufolai nella conversazione: "È solo che abbiamo quest'aula in prestito per le attività del club. È un club nuovo che Haruhi Suzumiya creerà tra pochissimo. Non sappiamo quali attività fare, e non abbiamo ancora nemmeno un nome."

"...cosa?..."

"Oh, e quella lì seduta è il vero membro del club di Letteratura."

"Oh..."

Asahina rimase ferma, con la boccuccia aperta. La sua reazione? Nessuna!

"Non c'è nessun problema!", disse Haruhi tanto allegra da essere completamente fuori di sè. Tirò una pacca forte alla spalla di Asahina, poi disse: "Ho già pensato a un nome!".

"...ormai che ci siamo, sentiamolo.", dissi con l'entusiasmo sotto le scarpe. Non è che volessi sentirlo davvero, ma ormai avevo chiesto, e Haruhi lo annunciò gridando ai quattro venti.



È stata tutta colpa della semplice visione naif della vita di Haruhi Suzumiya, sapete? È con questo spirito che fu deciso il nome del gruppo:

La Brigata S.O.S.!

La brigata Salviamo-il-mondo Occupandolo-di-eccitazione O-di-divertimento-di Suzumiya-Haruhi [3]


Va bene, potete ridere ora.

Ma lo shock, quando lo ascoltai, era tale che non riuscii nemmeno a sorridere.

"Brigata"? Non dovrebbe essere "associazione"? Beh, ma ancora non siamo un'associazione secondo la scuola e quindi Haruhi si limitava a dire in giro "se è così, chiamamiamolo brigata e basta!". Ed ecco raccontata la gloriosa nascita del nome del club.

Asahina chiuse la bocca con fare disgustato non appena sentì il nome.

Yuki Nagato non era con noi al momento, e io non sapevo che dire. E così, la mozione per decidere il nome del club passò con un voto a favore e tre astenuti. Benvenuti alla brigata SOS! Che magnificenza!

Ma fa un pò quel cavolo che ti pare, va!


Dopo averci ordinato di incontrarci ogni giorno dopo la scuola nell'aula, Haruhi chiuse le attivita' per la giornata. Le spalle di Asahina erano curve, e la sua figurina triste dava ancor piu' un'impressione depressa. Non potevo sopportarlo, e per questo la chiamai.

"Asahina-sempai."

"Si'?"

Asahina mi guardo' con la sua faccina innocente, che certo non sembrava piu' vecchia della mia.

"Non devi per forza unirti a questo club bizzarro se non vuoi! Non devi preoccuparti, ci penso io a giustificarti con lei..."

"No."

Si fermò, ammiccò e sorrise. "Va tutto bene, voglio davvero unirmi al club."

"Ma potrebbe essere... noioso."

"Non importa; e poi, anche tu ne fai parte, no?"

No! Non sono io quello di cui stiamo parlando!

"Magari questo e' l'andamento convergente di questo piano temporale...", disse, con gli occhi grandi e tondi che guardavano fissi lontano.

"Che vuoi dire?"

"E poi, e' interessante la presenza di Nagato-san..."

"Interessante?"

"Eh? No, no, nulla". Asahina scosse trepidante la testa, facendo ondeggiare i capelli lunghi. Poi sorrise, imbarazzata, e fece un profondo inchino.

"Potrei procurarti dei dispiaceri, per cui, per favore, prenditi cura di me d'ora in poi."

"Non... non devi farlo... mi metti in una posizione difficile..."

"Chiamami pure Mikuru d'ora in poi". Sorrise.

Oh cielo, e' cosi' carina che mi gira la testa.


Haruhi un giorno iniziò questa conversazione:

"Sai che ci vorrebbe?"

"Eh, sentiamo."

"Sto pensando a un Misterioso Studente Appena Trasferito."

"Definisci 'misterioso studente appena trasferito'."

"Quelli che si trasferiscono dopo due mesi dall'inizio della scuola sono misteriosi per definizione. Che ne pensi?"

"Che magari ci può essere gente i cui genitori vengono trasferiti per lavoro, e che pertanto si son dovuti spostare pure loro?"

"È una cosa forzata! Innaturale!"

"Naturale per te cos'è allora? Vorrei tanto saperlo."

"Uno studente misterioso... ce ne sarà mai uno?"

"Ma te non m'ascolti mai, eh?"


Si sparse la voce per la scuola che Haruhi e io stavamo complottando qualcosa.

"Beh, che stai pensando di fare con Haruhi?", mi chiese Taniguchi. "Non è una storia romantica, eh?"

Assolutamente no! Giuro che vorrei sapere pure io che tipo di storia ho con lei!

"Non fare roba troppo ridicola che non sei mica più uno studente delle medie! Se scoprono che hai vandalizzato il campo da gioco o roba del genere, ti sospenderanno!"

Se fosse solo Haruhi a comportarsi così potrei ignorarla. Ma ora ha messo nei guai Yuki Nagato e Mikuru Asahina - non posso permettere che divengano delle prede. Wow, quando ho pensato questa cosa, sono stato proprio fiero di me stesso.

Ma ho un problema: non c'è modo di fermare quella pazza di Haruhi!


"Vorrei proprio un computer!"

Da quando abbiamo fondato la Brigata SOS, l'aula del Club di letteratura iniziò ad avere un bel po' di roba oltre al tavolo, alle sedie d'acciaio e allo scaffale.

Nell'angolo faceva mostra di sé uno scaffale, una brocca con tazze, una teiera, una radio più CD e MD, un freezer, un registratore, un fornelletto, e un sacco di utensili per cucinare. Ma che vuole che facciamo in quest'aula, viverci?

Al momento, Haruhi stava su un banco che aveva rubato chissà dove. Ci aveva ficcato su per qualche ragione un triangolo di carta con la scritta "Comandante della Brigata".

"Siamo nell'Era dell'informazione e manco un computer abbiamo. Non va bene!"

Chi l'ha detto?

Eravamo tutti lì. Yuki Nagato stava al suo posto solito e leggeva un libro su un satellite di Saturno che cadeva o qualcosa del genere [4] .

Asahina, che non doveva per forza venire, era venuta lo stesso ed era seduta su una delle sedie, confusa.

Haruhi saltò giù dal banco e corse verso di me con un sinistro sorriso.

"Per questo, ho deciso che adesso ne andiamo a prendere uno", disse, con l'atteggiamento del cacciatore che cerca la preda.

"Prendere uno che? Un computer? E da dove? Mica vuoi rubarlo da un negozio, no?"

"Certo che no! Da molto più vicino! Seguitemi!"


Io e Asahina obbedimmo agli ordini di Haruhi e la seguimmo in fondo al corridoio. Arrivammo al Gruppo di Studio Informatico, due stanze più in là.

Oh cielo, ho capito!

"Ecco, prendi!", disse Haruhi lanciandomi una macchina fotografica usa-e-getta.

"Ora ascoltatemi! Ora ti dico il piano e lo dovrete seguire esattamente! Avete una sola chance!"

Haruhi mi tirò giù e mi sussurrò il suo "piano" all'orecchio.

"Eh?! Non puoi farlo!"

"Importa davvero?"

Ovvio che per te non importa, signorina! Guardai Asahina smarrito, cercando di trovare un modo di avvisarla ammiccando, senza parlare. Scappa ora!

Ma Asahina mi guardò sorpresa e arrossì. Oh, no, hai capito tutto male...

E mentre cercavo di salvare Asahina da un oscuro destino, Haruhi bussò alla porta del Gruppo di Studio Informatico.

"Eilà! Sono venuta a prendere uno dei vostri computer!"

Le dimensioni dell'aula erano simili, ma al confronto della nostra era tutto molto più stretto. Ciascuno dei banchi aveva un computer desktop, e l'unico suono che si sentiva nella stanza era quello delle ventole in azione.

Le teste di quattro ragazzi, seduti ai banchi a digitare, spuntarono curiose.

"Chi è il capo?", disse Haruhi sorridendo pomposa. Uno dei ragazzi si alzò.

"Sono il presidente. Posso aiutarti?"

"Che, devo ripetere? Ho appena detto che voglio un computer."

Il presidente del Gruppo di Studio Informatico le rivolse uno sguardo confuso e scosse violentemente la testa. "Non posso. La scuola non ci dà denaro a sufficienza, per cui questi computer li abbiamo comprati noi coi nostri soldi! Mica te li possiamo dare gratis, non siamo scemi."

"E che importa? Ne basta uno, tanto ne avete un sacco!"

"Ma... aspettate un attimo, voi chi siete?"

"Sono Haruhi Suzumiya, Comandante della Brigata SOS, e questi sono i Subordinati Numero Uno e Due."

Ehi, chi ha deciso questa storia dei subordinati?!

"In nome della Brigata SOS vi comando di darci immediatamente un computer! Nessuna scusa!"

"Non so chi siate e comunque assolutamente no! Compratene uno voi!"

"Dato che parli cosi', dovremo usare i nostri metodi". Gli occhi di Haruhi si accesero con aria di sfida. Oh, no, un cattivo segno! Haruhi spinse Asahina, che se ne stava confusa sulle sue, addosso al presidente, e poi prese la sua mano e la mise sul busto di Asahina.

"Kyaaaa~!"

"Che?!?"

Clic!

Non appena urlarono, scattai la foto.

Haruhi intrappolo' Asahina con una mano, e con l'altra spinse la mano del presidente ancora più a fondo.

"Kyon! Un'altra foto!"

Riluttante, scattai ancora. Asahina, presidente senza nome, le mie scuse dal profondo del cuore.

Proprio quando Haruhi era quasi riuscita a spingere la mano del presidente sotto la gonna di Asahina, lui riusci' a divincolarsi.

"MA CHE CAVOLO STATE FACENDO!?!?"

Haruhi fece no-no elegantemente col ditino in faccia al presidente, che nel frattempo era diventato tutto rosso.

"Oh oh oh! Abbiamo prove fotografiche delle tue violenze sessuali su uno dei nostri membri! Se non vuoi che tutta la scuola sappia di queste foto, devi darmi un computer!"

"Che scherzo è questo?!?", protestò il presidente. So come ti senti, amico. "Mi hai spinto tu la mano! Sono innocente!"

"Oh davvero! Puoi provare a spiegarti, ma chi ti crederà?"

Mi girai e guardai Asahina, paralizzata a terra. Era in uno stato di shock tale che sembrava avesse perso ogni energia. Al contrario di lei, il presidente continuava a resistere. "Ci sono dei testimoni qui! Hanno visto che sono innocente! Non è stata la mia volontà!"

I tre membri del club, che erano scioccati pure loro, annuirono. "È vero", "È innocente!", dissero.

Se Haruhi vi ascoltasse, ragazzi, non sarebbe Haruhi Suzumiya.

"Va bene, dirò in giro che avete fatto uno stupro di gruppo ad Asahina!" [5]

Tutti sbiancarono a queste parole, compresi me ed Asahina. Oh cielo, siamo arrivati a questo punto!

"S... Suzumiya-san...!"

Asahina si aggrappo' disperata ai piedi di Haruhi, ma lei si divincolò con un calcio; poi, raddrizzò il busto e disse: "Allora, ce ne date uno o no?".

La faccia del presidente cambiò colore diverse volte, dal rosso, al bianco, e finalmente si scurì.

Si arrese.

"Prendine uno e vattene!", disse, e si sedette disperato. I membri del club si gettarono in cerchio attorno a lui. "Presidente!" "Tirati su!" "Stai bene?", gli dissero, ma la sua testa scivolò di lato come quella di un burattino con i fili rotti. Vedendolo così distrutto, pur essendo un subordinato di Haruhi, non potei fare altro che versare una triste lacrima per lui.


"Qual è il più recente di questi?" Hai il ghiaccio nelle vene, tu!

"E perché dovremmo dirtelo?"

I membri del club, evidentemente, volevano ancora opporre resistenza, ma Haruhi indicò me e la mia macchina fotografica.

"D—dannata! È quello là!"

Haruhi guardò il computer che le avevano indicato, fissando attente modello e numero di serie. Poi prese un pezzo di carta dalla tasca della gonna.

"Ehi, al negozio di elettronica mi han dato una lista di ultimi modelli e questo proprio non c'è."

Questa ragazza sistema tutto così meticolosamente che mi fa paura. Dopo aver ispezionato gli altri computer, Haruhi ne indicò uno.

"Voglio questo."

"A—aspetta! L'abbiamo comprato il mese scorso!"

"Macchina fotografica."

"...pr... prendetevelo, ladri!"

Ha ragione, siamo proprio ladri.


L'avidità di Haruhi non ha limiti. Dopo aver rubato tutti i fili e i cavi, s'era presa tutto l'equipaggiamento necessario e l'aveva portato allegramente nella sala del Club di Letteratura. Aveva costretto la gente del Gruppo di Studio Informatico a sistemare per noi i fili, e anche a spostare un accesso a Internet dalla loro sala alla nostra. Gli fece pure sistemare una rete locale. Aveva proprio gli stessi modi di un rapinatore!

"Asahina-sempai."

Era stata a terra tutto il tempo, e non potei far altro che tirarla su. Si copriva il volto, e singhiozzava piano.

"Torniamo indietro."

"Sob..."

Haruhi, idiota, la prossima volta usa le tue, di tette! Tanto per te, che sei una persona che si spoglia davanti ai ragazzi senza pensarci, non sarebbe nulla! Confortai Asahina, chiedendomi tra me e me perché cavolo Haruhi volesse un computer.

L'avrei scoperto presto.


Ovviamente, voleva il computer per costruire un sito web della Brigata SOS!

Va bene, parte la domanda: e chi sarebbe il tizio che deve fare questo sito web?

"Te, naturalmente", mi disse Haruhi. "Sei sempre libero quindi puoi benissimo farlo tu! Io sono occupata a cercare i membri rimanenti!"

Il computer fu messo sul banco che aveva il cartellino "Comandante". Haruhi stava navigando e cliccando qui e la col mouse mentre parlava. "Devi finirlo entro o domani o al massimo dopodomani. Non si può fare nulla senza un sito web!"

Asahina era stesa addosso al banco, tremante, vicina a Yuki Nagato, che come al solito leggeva ignorando ogni cosa. A quanto pare, fui l'unico a sentire le parole di Haruhi. E sempre a quanto pare non avevo scelta. Secondo lei. "Puoi dirmi di farlo ma io non lo so fare!", avrei voluto dire. Non sono abituato a ricevere ordini da Haruhi. Ho detto sì solo perché è una pagina web, e non ne ho mai fatte prima, per cui sarà interessante. Iniziai a progettare il giorno dopo.


Fu molto più facile di quel che pensavo. Il Gruppo di Studio Informatico aveva installato tutto quel che serviva e dovetti solo cliccare e copiare e incollare qui e là, e fu fatta.

Il problema era soltanto trovare qualcosa da scrivere sul sito. Ancora allora non avevo idea di che scopo avesse la Brigata SOS. Dopo aver scritto "Benvenuti al sito della Brigata SOS!" grosso in cima, finirono le idee. "Ehi, te, sbrigati a finirlo!", diceva Haruhi come una maledizione demoniaca che mi traforava le orecchie, e dovetti usare l'ora del pranzo per continuare, mangiando davanti al computer.

"Nagato-san, hai qualche idea su quel che dovrei scrivere?", chiesi a Nagato che a quanto pare veniva qui pure durante il pranzo.

"Non credo", disse senza alzare la testa. Non sono affari miei, certo, ma: questa qui sta mai attenta in classe?

Tornai a fissare lo schermo. Poi mi venne in mente una cosa: e se la scuola trovasse che un "club" non autorizzato sta usando la loro banda per avere un sito web?

"Ah, va tutto bene finché non lo scoprono", immaginai che Haruhi avrebbe detto. "Al peggio abbandoniamo l'idea. Chi primo arriva meglio alloggia in queste cose!"

Davvero, alle volte invidio il modo in cui pensa.

Feci qualche link e misi l'indirizzo e-mail (per un forum è ancora presto no?); poi misi il sito, o meglio l'unica paginetta di cui era composto, online.

Fatto! Mi assicurai che funzionasse, poi spensi il computer. Stavo per stiracchiarmi un po' quando vidi di colpo Nagato dietro di me.

"Prendilo."

Mi diede un libro molto spesso, che presi quasi senza pensare. Era davvero pesante! A giudicare dalla copertina era il romanzo di fantascienza che Nagato stava leggendo qualche giorno fa.

"Per te."

Dopodiché lasciò la stanza senza voltarsi. Non ebbi il tempo di replicare. Perché un libro come questo, a me? E fu quello il momento in cui suonò la campanella e finì quindi l'ora del pranzo.

A nessuno va di ascoltarmi, a quanto pare.

Portai il libro in classe e mi misi al banco, quando qualcuno mi punse con la punta di un portamine.

"Ehi, l'hai fatto il sito?", disse Haruhi guardandomi con una faccia buia. Aveva scribacchiato un po' sul suo quaderno. Ignorai (o almeno provai a ignorare) gli sguardi dei compagni di classe e replicai: "L'ho fatto, ma è proprio soltanto una paginetta schifida".

"Fa nulla, basta che ci sia l'indirizzo e-mail tuo."

Ma registratene uno tu, che tanto ne trovi a mucchi gratis!

"Ennò, e se mi mandassero un sacco di posta e poi non ci capisco più niente?"

E come fa un indirizzo nuovo di pacca a ricevere tanta posta?

"Segreto!", disse con un sorrisino sinistro. Mi venne un presentimento per nulla buono.

"Lo scoprirai oggi dopo scuola, ma prima di allora è top secret!"

Guarda che vivo bene anche senza saperlo, eh.


All'ultima ora, Haruhi era sparita dalla classe. Non era andata a casa, vero? Nah, impossibile. Però, è un altro cattivo presagio.

Finì presto l'ora, e meccanicamente mi portai verso la sala del club. Non mi fermai mai, anche se continuavano a chiedermi perché volessi farmi del male. Arrivai presto all'aula.

"Eilà!"

C'erano sia Yuki Nagato che Asahina.

So che non dovrei criticare, ma avete davvero un sacco di tempo libero voi due.

Asahina fece un faccino sollevato vedendomi entrare. Si vede che per lei passare del tempo con Nagato dev'essere molto pesante... ehi, ma, scusa, ieri Haruhi ti ha fatto quel che ha fatto e oggi sei venuta lo stesso?

"Dov'è Suzumiya-san?"

"Chi lo sa. È sparita durante l'ultima ora. Magari è andata a rubare da qualche parte."

"Vuoi dire che Suzumiya-san potrebbe farmi rifare quella cosa di ieri...?"

Asahina aveva la disperazione in volto. Le dissi gentile: "Non preoccuparti! Se prova a fare qualcosa di strano, farò quel che posso per fermarla. La prossima volta dovrà usare il suo, di corpo, per ricattare qualcuno! E poi sono piuttosto sicuro di poterla battere in una rissa."

"Grazie."

Fece un carinissimo inchino e mi venne un'incontrollabile voglia di abbracciarla forte.

Ovviamente non lo feci.

"Conto su di te!"

"No problem."

La rassicurai ripetutamente nei cinque minuti seguenti, ma immediatamente dopo le rassicurazioni finirono fuori dalla finestra, sciolte nel mare e evaporate come una goccia d'oceano lasciata al sole.

Oh, come fui stupido!

"Salve gente!", disse Haruhi allegra mentre entrava con due sacchetti di carta.

"Scusate ma ho avuto un ritardo."

Oh che gentile! Per una stramba come Haruhi, ricordarsi degli altri dev'essere proprio l'ultimo dei pensieri.

Appoggiò i sacchetti a terra, poi chiuse la porta a chiave. Asahina tremò allo scatto della serratura.

"Suzumiya, che cavolo vuoi fare oggi? Non ho assolutamente intenzione di ricattare o rubare di nuovo!"

"Che? Non sono cose che farei, io, quelle!"

Ah beh, e il computer come lo spieghi?

"Non con le buone almeno! OK, prima di tutto ecco qua!"

Tirò fuori un pacco di fogli scritti a mano da uno dei sacchetti.

"Questi sono volantini della Brigata SOS! Mi ci è voluto un sacco di lavoro per entrare di nascosto in sala fotocopie e stamparne duecento!"

Haruhi ci diede i volantini. Ah, per questi hai saltato lezione? Meno male che non ti hanno presa.

A dir la verità, non mi interessava affatto il contenuto del volantino... ma ormai, l'avevo in mano, e lo lessi.

"IL PRINCIPIO DELLA BRIGATA SOS: Noi, la Brigata SOS, cerchiamo ogni tipo di evento paranormale! È il benvenuto chi ha avuto, sta avendo o percepisce che avrà qualsiasi tipo di eventi misteriosi o sovrannaturali. Venite da noi per un consulto! Faremo di tutto per rispondere alle vostre domande! Nessun evento paranormale normale, soltatno eventi paranormali scioccanti. Scrivete all'indirizzo e-mail..."

Ah, mo' ho capito a che serve la Brigata SOS. A quanto pare Haruhi vuol continuare a vivere con la testa nelle storie di fantascienza, di fantasia, di mistero.

"OK, è ora di darli in giro."

"E dove?"

"All'ingresso. C'è un sacco di gente che ancora non è andata a casa". Va bene, va bene, va bene, come vuoi, sissignora. E mentre li stavo per prendere, Haruhi mi fermò.

"No no, non te, bastiamo io e Mikuru-chan."

"Eh?"

Asahina, che aveva un volantino in mano, si girò confusa e vide Haruhi che armeggiava col secondo sacchetto. Tirò fuori qualcosa.

"Tadà!"

Con un sorriso largo come quello di certi gatti del futuro dei cartoni, Haruhi tirò fuori un vestito nero. No! Non può essere! E mentre svuotava il Sacchetto Di Carta Della Quarta Dimensione, capii perché volesse che Asahina distribuisse i volantini. Asahina, io prego per te. Possa la tua anima riposare in pace.

Un bustino nero, calze in tema, orecchie da coniglietto, cravattino, guanti bianchi e codina da coniglio.

Un costume da...

"P—perché queste cose?", chiese Asahina timida.

"Non si vede? Per vestirti da bunny girl!", disse Haruhi tranquilla.

"D-d-devo m-mettermi que-queste cose addosso? No, v-vero?"

"Ma certo che sì! Vedi, ne ho pronto uno anche per te."

"Ma non posso!"

"Ma non preoccuparti, l'ho preso giusto della tua misura!"

"Non è-è q-quello il problema... Non posso mettermeli davanti a-all'ingresso... non devo, ve-vero?"

"Ma dai, certo che sì!"

"No, non vogliooo!"

"Smettila di gridare!"

Ormai è finita, è diventata il suo bersaglio. Haruhi si gettò su Asahina come una leonessa su un inerme cerbiatto e iniziò a toglierle l'uniforme alla marinara.

"NOOOOOO..."

"Fai la brava e niente mosse!", disse fredda mentre le toglieva la maglietta. Vedendola avventarsi sulla gonna, mi mossi per fermarla, ma i miei occhi incrociarono quelli di Asahina. "NO! NON GUARDAREEE——"

Sentendo l'urlo, schizzai fuori dall'aula — dannazione! è chiusa la porta — ci volle un po' prima che potessi aprirla e uscire fuori.

Prima di uscire, con la coda dell'occhio vidi che Nagato se ne stava a leggere come se nulla fosse successo. Ma non ha proprio nulla da fare, in questo casino?!?

Mi appoggiai alla porta ad ascoltare.

"Kyaaa~!" "Nooo!" "Almeno fammele togliere a me... sob~!" Le frasi di Asahina erano miste alle grida vittoriose di Haruhi! "Perfetto!" "Toglitelo, svelta!" "Devi fare come dico io!"

Dannazione, non chiedetemi che cosa fantasticavo mentre accadeva quel macello...

Un momento dopo, ecco la voce di Haruhi gridare da dentro: "Ora puoi entrare!"

Sospirai entrando nell'aula, alla vista di due fantastiche bunny girl. Entrambe stavano molto bene in costume. Il costume lasciava scoperti generosamente la schiena e il decolleté, le calze erano perfette e le orecchie di pezza sobbalzavano tranquille sopra la testa... Haruhi è magra ma è ben propriozionata; Asahina era piccina ma con un corpo perfetto. Ad essere onesti, erano due feste per gli occhi...

Stavo per dire "Stai bene in costume" alla disperata Asahina, quando Haruhi mi interruppe: "Che ne pensi?"

E hai pure il fegato di chiedermelo?!? Che, hai danni al cranio?!

"Avremo l'attenzione di tutti! Verrà un sacco di gente a prendere i nostri volantini!", continuò.

"La gente ti guarderà in modo moooolto strano se vai in giro vestita così... e poi, perché voi due sì e non Nagato-san?"

"Ne ho presi due. Ci sono gli accessori, costano un sacco!"

"Dov'è che li hai comprati?"

"Su Internet."

"Ah be'..."

Haruhi, quand'è che sei diventata più alta di me? Guardando meglio, vidi che aveva pure i tacchi alti.

Lei raccolse il sacchetto coi volantini.

"Andiamo, Mikuru-chan."

Asahina incrociò le braccia e mi guardò supplicante. Riuscii solo a guardarle il costume.

Mi spiace, non ho più energia per resistere.

Asahina cercò di fermarla aggrappandosi al tavolo, ma la forza di Haruhi era incredibile. Fu trascinata via fuori dalla stanza. Mentre mi sedevo triste, pieno di sensi di colpa...

"Quello.", disse Yuki Nagato, puntando al pavimento. C'erano due uniformi alla marinaretta e... aspetta, quello è un reggiseno?! La ragazza con gli occhiali indicò un armadietto in un angolo della stanza e tornò a leggere il suo libro. Ma non li puoi raccogliere te?

Sospirai e li raccolsi io... ah, ma sono ancora caldi... oh santo cielo, il loro calore!


Mezz'ora più tardi tornò Asahina, con gli occhi tutti rossi. Non dissi nulla. Le diedi una sedia rapidamente e come l'ultima volta si abbatté sul tavolo, tremante. Non aveva nemmeno la forza di cambiarsi. Misi sulla bellissima schiena nuda (dalla quale non riuscivo a staccare gli occhi) la mia giacchetta. Tra una ragazza distrutta e un topo di biblioteca ignaro del mondo, l'atmosfera della stanza era orribile. Si sentivano in lontananza le grida del club di baseball.

Pensavo a cosa avrei fatto per cena quando tornò Haruhi. Gridò rabbiosa: "Dannati, stupidi prof! Sempre tra i piedi!"

Non sapendo nulla, chiesi: "Problemi?"

"Manco metà dei volantini avevo dato, ed è saltato fuori un prof a dirci di smettere. Che ha quel deficiente?"

Deficiente ci sei tu, mica possono ignorare due studentesse vestite da bunny girl a dar volantini all'ingresso. Sarebbe strano se non lo facessero!

"Mikuru-chan a momenti piangeva, e mi han trascinato dal preside e da quel cretino di un Okabe!"

Credo proprio che né il preside né Okabe-sensei avessero avuto molte scelte su dove posare gli occhi, col panorama che offri oggi.

"Oh che rabbia! Per oggi basta! Tutti fuori!"

Haruhi si tolse piano le orecchie da coniglio e poi iniziò a spogliarsi. Scappai fuori.

"Quanto tempo vuoi stare ancora a frignare? Sbrigati e levati quel coso!"

Aspettai in corridio che si cambiassero. A quanto pare Haruhi non è un'esibizionista, è solo che non ha idea di che effetto può avere la vista del suo corpicino mezzo nudo a un ragazzo. Mica voleva mostrarsi sexy vestita così; voleva solo attenzione.

Mo' capisco perché una relazione romantica normale non l'ha mai avuta.

(...)

   
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Tradotto da [1]

  1. ↑ "cartonato"?
  2. ↑ nell'anime, è "La caduta di Hyperion", di Dan Simmons, ma non mi pareva mica cartonato. Sembrava più un tascabile.
  3. ↑ nell'anime era "Let's save the world overflowing it with fun Suzumiya Haruhi Brigate, or SOS Brigate for short" :) L'originale è: Sekai wo Oini moriagerutame no Suzumiya Haruhi no Dan (o SOS-dan in breve) Certo che beccare un sinonimo italiano di 'overflowing' che inizi con la 'O' è un macello :( Provateci voi se siete capaci :p
  4. ↑ Sempre "La caduta di Hyperion".
  5. ↑ Questa parte nel cartone ha un bel *beeep* sopra.

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