Hoshi no Koe
Da WikIAC.
| Watashi wa koko ni iru yo. | ||
| --"Io... sono qui" | ||
Accade di rado, ma ogni tanto il Sogno Americano si realizza davvero. E spesso non accade in America. In altre pagine di questa wiki abbiamo parlato di come un gruppo di allegri pazzoidi riuscì negli anni '80 a sfondare nel mondo dell'animazione con un paio di cortometraggi autoprodotti.
Oggi, con l'aiuto dell'informatica si può fare anche di meglio: si può farlo da soli, armati unicamente di un Power Mac G4 e assistiti da un amico musicista.... e dalla propria fidanzata.
Raccontando Hoshi no Koe i "distinguo" cominciano già dal titolo, che grazie alle particolarità della lingua giapponese (niente genere, niente numero, ellissi a gogo) è un piccolo capolavoro di ambiguità : gli americani hanno optato per tradurlo come Voices of a Distant Star, il nostro Colpi l'ha reso come La voce delle stelle ma ha voluto scrivere un'intera pagina di commenti per spiegare questa decisione. E' dura la vita dell'adattatore....
(To be continued)
Trama
Noboru Terao e Mikako Nagamine: due studenti del primo anno di liceo, che vivono una normalissima vita da ragazzi della loro età in un 2050 apparentemente molto simile alla nostra epoca. Si piacciono, si vogliono bene? Non è chiaro neanche per loro, anche se il pubblico ha i suoi forti sospetti fin dall'inizio....
Scopriremo ben presto che anche se l'ambientazione appare attuale, molto di nuovo è accaduto in questo mondo: la Terra è finalmente riuscita ad inviare una spedizione esplorativa su Marte, ma l'ha vista ben presto attaccata e distrutta senza apparente ragione da esseri alieni denominati Tharsiani, "space monsters" che come i loro evidenti ispiratori di Gunbuster sono in grado di sopravvivere e di navigare nello spazio interplanetario senza ausili di alcun tipo.
Il contatto coi Tharsiani ha fatto compiere un balzo senza precedenti alla tecnologia umana, e grazie ai pochi segreti carpiti ai loro nuovi nemici le Nazioni Unite hanno armato la prima Flotta Stellare terrestre e si preparano all'inseguimento ed allo scontro coi Tharsiani. Servono piloti per gli squadroni di mecha imbarcati sulle navi, e questi verranno scelti come da manuale fra i giovani ragazzi più brillanti. Fu così che la guerra spaziale arrivò nel paese dei due protagonisti: invece di frequentare lezioni e club di kendo, Mikako partirà per Marte per addestrarsi sui Tracer, e poi per Giove, e poi... ancora oltre.
Come lo stesso Noboru ammetterà , per quanto Mikako fosse molto dotata nello sport e nello studio, vederla scelta come pilota dalle Nazioni Unite appare assurdo... ma è tragicamente reale. E proprio mentre vengono allontanati da distanze siderali, i due ragazzi prendono pienamente coscienza del loro amore...
Anche se la Lysithea e le altre navi della Flotta Stellare sono in grado di raggiungere velocità superluminali, non è ancora stato trovato un mezzo per trasmettere messaggi diverso dalle solite vecchie onde radio, tramite le quali vengono inviate le brevi lettere che Mikako scambia in continuazione con Noboru durante il suo viaggio. Questo è l'unico filo che unisce i due confusi ragazzi, uno imprigionato nella staticità della Terra quasi ignara delle sorti dei viaggiatori e l'altra gettata in una vicenda grandiosa che nemmeno l'alto comando pare comprendere, meno che mai una quattordicenne sola.
Ma la battaglia verrà portata fino al sistema stellare di Sirio, all'estremo limite del raggio operativo delle navi terrestri. Sopravviverà a tutto questo Mikako? E riuscirà questo filo a reggere mentre la sua missione la trascina sempre più lontano, separandola da Noboru di giorni... settimane... anni a velocità luce?
Fine dello spoiler. Le rivelazioni sulla trama dell'opera finiscono qui.
Werner
Ve lo dico subito: parlando di Hoshi non sono obiettivo. No, non questa Hoshi, anche se pure lei ha il suo perchè.
Mi risulta difficile trovare qualcosa di sbagliato in questo anime (anche perchè in un'opera così breve quasi qualunque errore sarebbe stato per forza di cose fatale) O meglio, una cosa l'avrei da dire ma non riguarda Shinkai.
Gli IACer mi hanno sentito parecchie volte lamentarmi del doppiaggio italiano di questa piccola perla.
Assicuro che non si tratta di manie di purismo, ma di autentico stupore per la sciatteria con cui una recitazione semplice e a volte sommessa è stata trasformata in una lagna inascoltabile.
Soprattutto considerando che questa è una produzione dichiaratamente da appassionati (a livello di mercato italiano; in realtà sarebbe molto più accessibile di molti altri anime) i cui acquirenti probabilmente faranno il confronto con la traccia originale.
Posso solo pensare che, avendolo superficialmente inquadrato come anime "romantico-psicologico", la Dynit abbia voluto insistere su certi stereotipi spingendo sul dramma il più possibile e dunque "regalandoci" una Mikako per nulla ragazzina e tremendamente piagnucolosa.
La scelta di impiegare, guardacaso, proprio "Rei" e "Shinji" (ovvero Valentina Mari e Daniele Raffaeli) come attori dimostra ulteriormente questa mentalità .


