Carta dei diritti

Da WikIAC.

Indice

Da quando i cartoni animati hanno raggiunto un pubblico diverso da quello infantile, a cui si ritenevano essenzialmente destinati, gli appassionati di animazione ed otaku più o meno in erba hanno avanzato molte richieste ad un mercato spesso disattento: si è rivendicato il diritto ad adattamenti curati, alla fine delle censure, ad una maggiore considerazione del pubblico e quant'altro. Ma ci sono anche altri diritti, in alcuni casi forse anche più importanti, per cui raramente ci si batte e per la difesa dei quali non è stata fondata alcuna associazione. Diritti che molte volte sono gli stessi interessati a non riconoscere, ma che vorremmo cercare comunque di ricordare nel "manifesto" che seguirà qui sotto. Speriamo che ci perdonerete l'entusiasmo eccessivo ed il plurale majestatis.


I DIRITTI DELL'ANIME-FAN

(Con molti ringraziamenti a Daniel Pennac per l'idea originale)



Articolo 1

Comma 1
Il diritto di guardare una serie a pezzi, cominciando dalla fine, a tre episodi per volta, o in qualunque altra buffa maniera sembri adatta al momento in cui si ha tempo di farlo.
Comma 2
Il diritto di guardare una serie in perfetta sequenza e minacciando di gravi danni fisici chiunque si azzardi a rivelare un minimo dettaglio degli eventi successivi. In questo caso, però, sarebbe preferibile prendersi una pausa da forum e simili fino al termine della maratona.

Articolo 2

Il diritto di ignorare i precedenti storici, stilistici e quant'altro di ciò che si sta guardando, e di apprezzarlo anche se Tomino 15 anni prima lo aveva già fatto meglio prendendo spunto a sua volta da un manga di Tezuka di 20 anni prima. (Temperato dal dovere di non paragonare ad Eva ogni serie dove appare qualcosa che assomiglia ad un robot, o a Dragon Ball se c'è gente che si mena.)

Articolo 3

Comma 1
Il diritto di commuoversi, emozionarsi e financo piangere per un anime, senza preoccuparsi di chi dice che "in fondo è solo un cartone animato".
Comma 2
Il diritto di non essere minimamente scossi dalla serie che sta commuovendo, emozionando e muovendo al pianto il 90% di chi ci sta intorno e di dirlo anche ad alta voce (temperato dal dovere di non sparare ad alzo zero sul primo titolo che capita solo perchè è nuovo e famoso).
Comma 3
Il diritto di non dare giustificazioni per questi comportamenti, se necessario nemmeno a sè stessi.

Articolo 4

Comma 1
Il diritto di guardare una serie non harem [1]

il cui protagonista maschile è o sfigato, o depresso, o tutto questo ed altro insieme, senza sentire il dovere di sfotterlo ogni cinque minuti.

Comma 2
Il diritto di guardare una serie SOLO per vedere il protagonista fichissimo e superbellissimo che fa meraviglie ad ogni puntata, se è questo che vi piace.

Articolo 5

Il diritto di apprezzare un'opera per quanto di strettamente personale ci ha lasciato, in maniera magari del tutto fortuita, anche se significa ignorare bellamente l'interpretazione della critica e l'intento dello stesso autore (temperato dal dovere di non propagandare le proprie balzane interpretazioni come verità assoluta).

Articolo 6

Comma 1
Il diritto di lasciare da parte un anime disegnato in una maniera che non ci soddisfa, anche se nel farlo commettessimo l'errore del decennio e rischiassimo il ritiro della patente di otaku seduta stante.
Comma 2
Il diritto di guardare un anime anche solo per godersi 20/40/120 minuti di splendore grafico, lasciando perdere tutto il resto, dato che il lavoro di centinaia di persone che hanno prodotto decine di migliaia di disegni in qualche mese è degno di apprezzamento di per sè stesso.

Articolo 7

Il diritto a nutrire pregiudizi e scetticismo nei confronti di tutte le serie sbandierate mesi prima dell'uscita sui blog americani come la Nuova Alba dell'Animazione, perchè diffidare dell'hype non significa essere radical-chic e l'apriorismo [2]

non vale solo per Panini. (temperato dallo stesso dovere del punto IIIB)

Articolo 8

Il diritto al fanservice. In parole povere, esiste. Chi vuole guardarselo lo faccia con comodo, gli altri possono ignorarlo, saltarlo o cambiare serie. Tutto questo si può fare senza parlarne.

Articolo 9

Il diritto a non santificare la trama. Un intreccio complesso, valido e plausibile è senza dubbio un'ottima prova d'artista, ma se ci rendiamo conto che quello della serie che ci è piaciuta da pazzi negli ultimi mesi in realtà non era così memorabile, non è necessario far finta che lo fosse per salvarsi la faccia. Guerre Stellari praticamente non ce l'aveva una trama. Ma ben pochi ne hanno sentito il bisogno.

Articolo 10

Il diritto di capire. Perchè l'ermetismo è un traguardo alla portata di pochi, mentre le "sperimentazioni" spesso potevano restare anche solo teoria. Se paghi il biglietto, sarebbe il caso che il regista si dia da fare per raccontarti la storia. A meno che non abbia un ottimo motivo per non farlo.

Articolo 11

Il diritto di tacere. Perchè le ragioni del nostro essere animefan sono strane quanto le ragioni di ogni nostro sentimento. E se non abbiamo voglia di spiegarle, possiamo benissimo tenercele per noi.

Articolo 12

Il diritto ad ignorare tutte le regolette (comprese queste) le prescrizioni e le proscrizioni di e su opere, personaggi e animefan (ma risparmia martirii o vittimismi, per pietà).

Note

  1. ↑ dato che nelle serie harem il protagonista è sfigato e un po' tardo per definizione, altrimenti durerebbero 3 puntate.
  2. ↑ Sì, questa l'ho presa in prestito dal forum di Plusnetwork

Strumenti personali