Agenzia Rockflood/Classified1

Da WikIAC.

by Veleno (Post originale, archivio FF)


Nulla è per sempre

Una lattea luce soffusa illuminava a tratti scialbi l'ufficio.

Un puntino arancione continuava a fare evoluzioni da un tavolo ad una figura arsorta nell'ombra.

- E così... - non riuscì a terminare la frase.

- Già... Ma... - nemmeno il suo interlocutore era poi molto deciso, a quanto sembrava.

- Pare sia inevitabile -.

- Accidenti, con due casi aperti... E' una follia... -.

- Credi che mi piaccia? - "Uh oh...", se non aveva sentito male quella era proprio rabbia... No, forse semplice frustrazione.

- Non lo metto in dubbio - TheGIO si rilassò sulla sedia, lasciando che una lama di luce gli illuminasse una parte del volto.

- Chissà, forse ve la caverete anche meglio - mentì lui.

- Non dire balle Vel! - scattò in piedi, poggiando pesantemente i palmi sulla scrivania - Non a me! Non lo accetto! - la sua voce vibrò della stessa rabbia che aveva avuto poco prima quella del collega.

- Alla fine ero un peso - mormorò lui - Non lo so Gio... Non... Insomma, sto incominciando a comportarmi in modo strano, non sono più professionale - ammise.

- Sei solo un po' cretino, nient'altro - rispose TheGIO. Entrambi riuscirono a ridacchiare per qualche secondo.

- Ma non mi piace - aggiunse TheGIO - Non mi va molto la cosa... -.

- Già, perchè io invece sto morendo dalla contentezza eh? - Veleno si alzò, afferrando una scatola di cartone che aveva in quel momento la consistenza del piombo.

- Sai - TheGIO si arrestò poco prima della porta, guardandolo in volto - Non mi ero mai accorto in quanto poco spazio possano stare due anni di ricordi - Veleno sorrise con aria stentata, indicando la scatola che aveva sottobraccio.

- Se stessero tutti lì, saresti ben povero -.

- Già... -.

- Lo hai detto agli altri? - domando poi TheGIO.

- No - non pronunciò altro che quel diniego.

- Sei una carogna - lo rimproverò TheGIO.

- Sai che odio gil addii -.

Uscirono lentamente dall'ufficio di Veleno, con passo lento e misurato.

Non parlarono per buona parte del tratto di strada che li separava dalla porta girevole dell'ingresso dello stabile.

- E... Per il resto, hai già messo a posto tutto? - TheGIO lo scrutò con una severa occhiata interrogativa.

- Sono stato tutta la sera al Rick's Bar... Ho salutato Rebel, sono passato dal Lord, ma ho trovato solo Sydia... CB non era a casa, Sato è chissà dove... - svelò lui.

- Glielo hai detto? -.

Veleno si limitò a scuotere la testa in segno di diniego.

- Non mi avrebbero lasciato partire -.

"Maledizione!", inveì su sè stesso, "Proprio ora...".

Che bella grana, proprio ora che tutto stava andando così bene, proprio in quel tempo, in cui aveva trovato un posto dove vivere in pace, con gente che sapeva chiamarlo amico, proprio ora doveva andarsene.

Saper chiamare amico qualcuno non era cosa da poco, e lui ci era riuscito, anche se non era stato del tutto facile.

Digrignò i denti, sentendo montar sù per la gola uno strano groppo.

"Guerriero! Cosa credi di fare! Hai visto così tante battaglie che potresti cantare il tempo come se tu fossi il suo Signore!".

"Vaffanculo anche a te, maledetta voce!"

"Non biasimare... Infine anche se per te e questo capellone qui accanto il tempo pare non aver dominio, ahimè, ne sei soggetto".

Lentamente nei suoi ricordi emersero i volti di tutti coloro che avevano "saputo" chiamarlo amico.

Non aveva alcun problema a riconoscere i primi, ma non fu quello di TheGIO che apparve, bensì quello di una donna...

"Ah, ti stai rammollendo, uomo... Non li perderai e lo sai..".

La paura era forte però, dannazione.

Odiava la paura...

Era semplice dire quelle poche lettere: "Amico", ma era difficile farlo sentire così tanto...

Ricordò battute fatte ad un distributore di bevande in un posto non ben identificato, assieme ad altri...

Ed eccoli lì. Diversi eppure uguali, tutti quanti.

Un sorriso o una facezia, uno sguardo o una pacca sulla spalla...

Non ci voleva molto ad essere amici, soprattutto se le circostanze erano simili... La guerra rendeva tutti amici, ma il dolore comune fortificava più di altri.

Ne aveva salutati molti di amici, avvolti in cenci oppure lasciati alla terra, senza onori se non un silenzio ed un mormorio di saluto.

Altri li aveva visti dissolversi all'interno di bacelli ultratecnologici, altri non aveva saputo salvarli...

Ed anche i loro volti tornavano a salutarlo.

- Cosa c'è - la voce di TheGIO era calma, seria.

- Non lo so... Non so cosa ci sia... - strinse convulsamente nella sinistra un accendino - Dannazione! Lo so cosa c'è... Non mi va affatto. Mi piaceva stare qui - ammise, facendo ridere TheGIO.

- E' un bel posto no? - si fermarono ad osservare le strade della città, avvolte nel manto della sera.

- Mi vuoi prendere in giro? La mattina ti svegli con una cacca in testa, il pommeriggio salti a ritmo di foxtrot con le mitragliate di CB, ora pure i robottoni con la prolunga girano da queste parti... -.

- Ma è... E' la nostra città - sentenzio TheGIO con aria di chi la sapeva lunga.

- Sì - ammise grevemente Veleno - Sai... Ho sempre pensato che non ce ne sarebbe stata una uguale... Non ce ne sarà. - proseguì - Mi piace, accidenti se mi piace... Sia quando è viva che quando sussurra, come ora, al ritmo di una sonnacchiosa serata -.

- Stiamo invecchiando - ridacchiò TheGIO.

- Eh, una volta ci voleva un po' di adrenalina e qualche testa da spaccare... - Veleno rise tristemente con lui.

- Ti ricordi quella quando il Lord aveva incontrato per la prima volta Sidya? -.

- E Sato? Quando la tenda del cuoco era volata via... -. Andarono avanti così per cinque minuti buoni.

- Ho paura Gio - ammise poi Veleno.

- Tu? - l'altro rise veramente di gusto - Paura? Vel... ti devo mandare a cagare ora, o prima posso prenderti a cazzotti? -.

- Non sto scherzando Gio... - il suo volto era duro, come il granito.

- Lo so... - ammise grevemente l'amico.

- In Normandia sapevo già ridere, gioire, soffrire, piangere, amare... Ma qui... Beh, avevo dimenticato quanto fosse bello, sembra quasi che questo posto sia uno strano e misterioso amplificatore. Qui l'ho fatto di più... -.

- Erano altri tempi - obbiettò Gio.

- A me sembravano più veri, insomma, a quell'epoca ci bastava poco per... -.

- Hai solo riincominciato a farlo - obbiettò Gio.

- Hai ragione - ammise Veleno - Aaaah! Cazzo! -.

- Cosa c'è -.

- Ora vorrei non averlo fatto, vorrei non andarmene alla chetichella - TheGIO rise.

- Non è nel tuo stile - disse poi.

"Non puoi farci nulla guerriero, ora devi solo andare avanti".

"Come sempre".

Ecco nuovamente i ricordi.

Erano pochi i volti, davvero pochi, ma in quegli anni avevano diviso sofferenze, gioie, lacrime e sorrisi. Anche se erano tutti così "Machi" da non piangere mai, perchè era da donnicciole, avevano imparato a leggere tutto il loro dolore in uno sguardo.

Ecco, ora ne aveva bisogno... Avrebbe voluto ridere con Lord V, bere una birra con Sato, scherzare con Rebel, che due volte su tre non se ne accorgeva, prendere in giro Rosita che più di un sorriso ed un calcio negli stinchi non gli dava, bere un pastisse con Ren...

"Merda! Odio avere dei ricordi!", gridò dentro di sè.

Girarono l'angolo della strada, per immettersi in uno dei viali principali di IAC City.

- Cosa direbbero gli altri se ti vedessero così? -.

- Ah già! - la voce uscì stridula e sarcastica, TheGIO si avvide immediatamente di aver commesso un probabile errore - Cosa direbbero... Veleno, quello cattivo, quello tosto, quello che è sempre in piedi, freddo, razionale, calcolatore, preciso, sempre professionale, mai uno sgarro... Beh, vedrebbero che alla fine, sono solo balle e basta! -.

- Allora devo davvero prenderti a cazzotti - mormorò TheGIO.

- Già, non credo cambierebbe di molto la situazione, sai... - Veleno si permise una risata sarcastica.

- Vel, non è la fine del mondo! -.

- Credi che non lo sappia? Ma... Dannazione, non lo sara, ma hai idea di quanto mi roda lasciare tutto questo? - svoltarono ancora una volta, per immettersi in un vialetto illuminato.

- Lo so quanto ti rode, ma... -.

- Gio, non venirmi a raccontare balle, lo sai... Nulla è per sempre! -.

- Ma puoi sempre tornarci... Qualche volta... - propose timidamente lui

- Lo hai appena detto... Nulla è per sempre - rigirò su di lui le sue stesse parole. Veleno chiuse gli occhi, sorridendo, non udì le parole di TheGIO, ma rivide un volto pronunciarle. "Dove sei?", le chiese, "Come mai sei sempre qui, ogni volta che chiudo gli occhi...". Quello che seguì fu l'immagine di un lido calmo e pacifico, dalle sabbie dorate.

In lontananza una macchia bianca si stagliava sulle brulle colline che stava osservando. Il suo sguardo si spostò mentalmente lungo un molo, in una linea immaginaria, quasi a cercare qualcuno... Si riscosse!

- Lo sai che appena potrò... -.

- Lo so... E' una bella città - Veleno venne illuminato dai fari di un autobus, mentre TheGIO strizzava gli occhi per adeguarsi alla nuova sorgente di luce - E c'è brava gente... -.

- Sì - ammise Veleno - Tutta brava gente - ripetè - La casa è dove sta il cuore - mormorò Veleno.

- Hm? -.

- La casa - ripetè - è dove sta il cuore - mise un piede sul predellino dell'entrata del veicolo - E... Lo giuro... Io giuro che tornerò a casa -.


Sì sì, non state sbagliando, è proprio quello che sembra. Un addio... Io spero vivamente che sia un arrivederci (ci saranno sempre i meeting), ma da marzo ho seri dubbi sulla mia presenza in rete. Vi ringrazio per tutto ciò che è stato e per tutto ciò che mi avete dato, anche se come al solito non ce ne accorgiamo mai, è stato molto. Mi ha fatto piacere essere parte di questo gruppo, è stato davvero bello, fino a che è durato.

Questo addio non poteva esser altro che una FF, come è d'obbligo per me... Non abbiate timore, la mia mailbox esisterà ancora per molto, molto tempo. Almeno lì sarò ancora recuperabile, anche se solo per qualche ora il Sabato, ma il piacere di leggervi ancora non credo me lo negherò per molto... Lo prometto.

Questo racconto è per tutti voi, che avete saputo sopportatmi :). E' per tutto quello che è successo e per tutto quello che succederà. Perchè non abbiamo bisogno di Fanfic che ci dicano cosa siamo riusciti a fare in questo tempo, con questo gruppo, non abbiamo bisogno di complimenti o altro... Perchè anche se passeranno gli anni e magari vedremo se gli IACers nel futuro sono davvero come nelle fanfic... Perchè anche da soli, o parlando dei propri ricordi con altri, sapremo di poter dire che c'era un tempo, verso la fine del secondo millennio, in cui siamo stati davvero grandi.

Mi spiace dilungarmi, ma come si sà, noi milanesi ce la tiriamo, quindi è il momento delle dediche:

Per primi vengono tutti i miei lettori affezionati, che hanno dato credito e nuova forza a tutti gli autori di Agenzia Rockflood, spingendoci a continuare. Grazie per tutte le soddisfazioni che mi avete e ci avete dato.

A TheGIO, che continuerò a rivedere, come Lord V, Bosk, CB, quello scorreggioned di EoS e gli altri. Se non ci sareste stati voi non avrei mai avuto così tanto piacere nel rimanere in questo gruppo...

A Rebel Yell, che così tante volte al tramonto ha visto la luce del mio fuoco e con cui per altrettante abbiamo diviso carne secca, acqua, parole, abbracci e sorrisi. Il sapere di poter contare sulla tua spada mi ha sempre aiutato moltissimo, guerriero. Non so dove siate ora tu e Renata, presi come me da mille impegni e/o casini, ma so come ritrovarvi ogni volta che voglio, chiudendo gil occhi... Tanto so che, prima o poi, vi vedro emergere dagli alberi, attirati dalla luce del fuoco.

A Sato 1/2 ed a Robert A. Heinielin, che con le sue parole ci ha insegnato molto e per una volta l'inno non sarà per il corpo ma per noi due, amico mio, perchè nonostante tutto, continuaremo a lanciarci ed a combattere. Cosa importa quante cicatrici avremo?

A Kirone, che so in grado di assumere pienamente e nel migliore dei modi possibili il Rettorato che lascio vacante.

A Grado, che è cara a questo disgraziato quanto la nostra immaginaria cittadina... Che rivedrò sicuramente prima di IAC City... La sua aurora mi ha stregato oramai... E smettila di sorridere tu, perchè lo sai benissimo che queste righe sarebbero dovute essere in testa a tutte e non relegate qui in fondo :).

A tutti gli altri che mi hanno concesso fiducia e rispetto, vedendo in me qualcosa più di un nicnkame, o di un acido e scontroso ragazzo, facendomi diventare orgoglioso di ciò che sono, sapendo che non esiste moneta così preziosa per ripagare queste cose, che io non credo di aver mai meritato appieno.

A tutti noi che ci sentiamo Fanti! Sono orgoglioso di poter dire di essermi lanciato con voi. Non sarò così presuntuoso da prendere un comando, anche se i "Rompicolli di Rota" può suonar bene... L'aver potuto contare su di voi al mio fianco per me non è mai stata cosa da poco.

Grazie a tutti, ragazzi...

   
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--Robert Anson Heinlein


Collegamenti esterni

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